150° arte – FATTORI A MAGENTA

Giovanni Fattori nella sua biografia cita a malapena la propria famiglia, forse perché in tutte le epoche, quando si fugge o ci si distanzia dall’uscio sottocasa anche il racconto della propria vita comincia dal momento dell’autonomia. Il padre era un modesto cardatore di canapa, un materiale con cui veniva fabbricato il cordame per tante navi del porto di Livorno, città dove Giovanni nasce nel 1825. La madre, invece, era fiorentina.

UN AMERICANO A ROMA (Steno) - 1954

UN AMERICANO A ROMA

Film esemplare (anche se di scarso valore artistico), racconta la storia di Nando Mericoni, ragazzo di Trastevere con la fissa per l’America, dove l’apertura è però dedicata alle bellezze artistiche di Roma, con un commento della voce fuori campo che cerca di ironizzare sulla cultura americana.

IL CANZONIERE, UMBERTO SABA (1948)

Saba è poeta dalla voce sottile e sommessa, ma non per questo meno forte e profonda. Il suo Canzoniere raccoglie un romanticismo anche radicale, unito a un tormentato moralismo. La sua scrittura piana arriva dritta all’emotività del lettore e la semplicità del verso racchiude una conoscenza profonda della poetica italiana della tradizione, dalla quale però si distanzia dando importanza alle piccole cose quotidiane, confidando nei versi pezzi di autobiografismo inquieto. È forse il primo poeta a mettere in versi l’argomento del calcio.

Stazione ferroviaria di Santa Maria Novella (1934), Giovanni Michelucci

L’opera più importante del giovane Michelucci rischiò seriamente di non essere completata, se non fosse stato per l’intervento di Margherita Sarfatti. Mussolini non voleva complicarsi la vita e l’entusiasmo del genero Ciano spesso lo metteva in imbarazzo. Perché modificare le abitudini dei fiorentini che utilizzavano il treno, quando questi non ne volevano sapere?