150° arte – FATTORI A MAGENTA

Giovanni Fattori nella sua biografia cita a malapena la propria famiglia, forse perché in tutte le epoche, quando si fugge o ci si distanzia dall’uscio sottocasa anche il racconto della propria vita comincia dal momento dell’autonomia. Il padre era un modesto cardatore di canapa, un materiale con cui veniva fabbricato il cordame per tante navi del porto di Livorno, città dove Giovanni nasce nel 1825. La madre, invece, era fiorentina.

CATENE (Raffaello Materazzo) - 1949

È un film melodrammatico che riproponeva la fama quasi divistica di Amedeo Nazzari al quale fu affiancata l’attrice greca Yvonne Sanson. Amedeo Nazzari (pseudonimo di Amedeo Carlo Leone Buffa, cagliaritano e simbolo iconografico per tanti uomini italiani dell’epoca) cominciò la sua carriera artistica in alcune filodrammatiche romane e introdotto al cinema prima da Elsa Merlini e poi da Anna Magnani nel 1936, con il film Cavalleria che fu un grande successo di pubblico.

IL GIORNO DELLA CIVETTA, LEONARDO SCIASCIA (1961)

Leonardo Sciascia ha dedicato la sua opera letteraria alla mafia e ai gialli, con un forte impegno civile e una lucida intelligenza illuministica. Il suo obiettivo è sempre stata l’indagine, l’inchiesta. Bellissimo il libro dedicato a La scomparsa di Ettore Majorana, ma molto incisivi sono anche i romanzi A ciascuno il suo, Porte aperte, Una storia semplice. Non è mai stato un personaggio a suo agio nella corrente principale, anzi trovava sempre un punto di vista originale e incongruo rispetto al pensiero comune.

Grande sacco (1952), Alberto Burri

Alberto Burri nacque a Città di Castello, in Umbria e si laureò in medicina senza mai esercitare la professione. Durante la Seconda Guerra Mondiale fu preso dagli angloamericani e rinchiuso in una campo di prigionia in Texas, dove cominciò a dedicarsi, in maniera alquanto disadattata, alla pittura. Alla fine della guerra tornò a vivere a Roma dove espose in molte mostre collettive e personali e dove fondò il Gruppo Orgine, insieme a Capogrossi, Colla e Ballocco (i cui disegni degli uomini stilizzati sono ben conservati oggi al museo romano MACRO).