150° canzoni – NEL BLU DIPINTO DI BLU

Nel 1958 Domenico Modugno vinse il Festival di Sanremo con una canzone che era un inno alla fantasia e alla gioia di vivere. Uno squarcio innovativo nel mondo della canzone leggera che ribaltò il modello delle canzoni del periodo, legate in maniera sempre tradizionale ai temi d’amore più stantii, come ad esempio la canzone Edera della “matura” Nilla Pizza che era un monumento al passato ed era il brano ultra-favorito di quella edizione del Festival.

GLI ONOREVOLI (Sergio Corbucci, Totò) - 1963

È difficile scegliere uno degli innumerevoli film di Totò, ma forse è proprio questo Gli onorevoli a descrivere meglio di altri le affinità tra cinema e racconto sociale del Paese (anche se non è il migliore da un punto di vista narrativo e filmico).

IL CANZONIERE, UMBERTO SABA (1948)

Saba è poeta dalla voce sottile e sommessa, ma non per questo meno forte e profonda. Il suo Canzoniere raccoglie un romanticismo anche radicale, unito a un tormentato moralismo. La sua scrittura piana arriva dritta all’emotività del lettore e la semplicità del verso racchiude una conoscenza profonda della poetica italiana della tradizione, dalla quale però si distanzia dando importanza alle piccole cose quotidiane, confidando nei versi pezzi di autobiografismo inquieto. È forse il primo poeta a mettere in versi l’argomento del calcio.

L’angelo della città (1948), Marino Marini

Marini subì certamente l’influenza di Medardo Rosso, lo scultore futurista che meglio di tutti seppe esprimere un’epoca, con un piglio artistico molto forte e con una tecnica originale e di grande carattere. Fece il suo bel viaggetto in Francia, a Parigi, come tutti dovevano fare in quegli anni e tornò in Italia con la testa ingombra di idee e progetti. Aveva studiato con un pittore e viaggiatore di spessore, quel Galileo Chini che raccontò, anche sulla tela il mondo orientale che aveva visto nei suoi spostamenti al seguito di scienziati, antropologi e naturalisti.