150° canzoni – NEL BLU DIPINTO DI BLU

Nel 1958 Domenico Modugno vinse il Festival di Sanremo con una canzone che era un inno alla fantasia e alla gioia di vivere. Uno squarcio innovativo nel mondo della canzone leggera che ribaltò il modello delle canzoni del periodo, legate in maniera sempre tradizionale ai temi d’amore più stantii, come ad esempio la canzone Edera della “matura” Nilla Pizza che era un monumento al passato ed era il brano ultra-favorito di quella edizione del Festival.

ROMA CITTÀ APERTA (Roberto Rossellini) - 1945

ROMA CITTÀ APERTA

Roma città aperta, dice Carlo Lizzani, “è la prima testimonianza poetica della Resistenza italiana, è il quadro vivo di una situazione che vide divenire gli uomini della strada, le donne, i ragazzi, i veri protagonisti della nuova storia civile del nostro Paese”.

LA COSCIENZA DI ZENO, ITALO SVEVO (1923)

Ettore Schmitz cambiò nome in Italo Svevo, come a significare un’unione tra cultura italiana e cultura germanica, mai venuta meno nel territorio in cui lo scrittore viveva e si era formato. L’Italia era ormai una nazione piuttosto solida, ma Svevo sapeva che le correnti culturali non sono mai endogene e non si esauriscono attorno al loro ombelico.

I futuristi (1982), Mario Schifano

Un libico italiano che ha fatto la storia della Pop Art italiana, ecco Mario Schifano, personaggio eclettico,  con un io ipertrofico che cercava nell’arte e nelle relazioni  con musicisti, artisti e intellettuali degli anni Settanta il suo domicilio esistenziale (fece un documentario dove inserì volti e testimonianze di personaggi come Alberto  Moravia, Mick Jagger e Keith Richards, Carmelo Bene, Sandro Penna).