Andrea Doria Transatlantico

Andrea Doria

È stata la prima grande nave nazionale, dopo il leggendario Rex, immortalato da Federico Fellini nel film E la nave va. L’Andrea Doria è stato, forse, l’unico vero transatlantico interamente progettato e realizzato in Italia nel tempo record di un anno e mezzo, presso i Cantieri Ansaldo di Genova Sestri Ponente. La costruzione cominciò il 9 febbraio 1950 e il varo ebbe luogo il 16 giugno 1951, alla presenza della moglie del Ministro della Marina Giuseppe Saragat, in seguito Presidente della Repubblica. L’Andrea Doria era riconosciuta da tutti come la nave più lussuosa al Mondo, cominciando fin da allora ad attribuire agli italiani la capacità di primeggiare nello stile e nel design. Aveva a bordo tre piscine per tutte le classi di passeggeri: prima classe, classe cabina, classe turistica. Dotata di dieci ponti, aveva una velocità ordinaria di 23 nodi e poteva ospitare fino a 1241 passeggeri. Tuttavia la nave, già dal varo, dimostrò alcuni piccoli difetti di stabilità, nonostante fosse ritenuta una delle navi più sicure al mondo, col doppio scafo e la capacità di navigare anche con alcuni compartimenti allagati.
Il 25 luglio 1956, dopo aver già attraversato l’Oceano Atlantico da Genova verso New York, il transatlantico navigava in un corridoio di traffico intenso, sotto una nebbia persistente. Qui si trovò di fronte la nave svedese Stockholm. Sia per la scarsa visibilità, sia per l’imperizia del terzo ufficiale svedese, che sembra non avesse molta confidenza con il radar, l’impatto squarciò un’intera fiancata dell’Andrea Doria che si piegò sul lato destro e cominciò a imbarcare acqua, fino a cinquecento tonnellate. Nell’impatto morirono quarantasei passeggeri del transatlantico italiano e cinque svedesi. Questo famosissimo incidente marittimo (dopo il più clamoroso del Titanic) affinò l’addestramento successivo dei marinai addetti ai radar di bordo delle navi e anche la strumentazione stessa fu in seguito migliorata. Le indagini stabilirono che se il radar della Stockholm fosse stato meglio illuminato forse si sarebbe evitata la collisione. Ma le due compagnie mercantili, dopo una lunga discussione processuale addivennero a una conciliazione che fermò il processo e l’approfondimento dell’inchiesta.
Il 26 luglio 1956 anche l’elica dell’Andrea Doria scomparve sott’acqua e la nave sprofondò in mare fino a posarsi sul fondo, a circa 100 metri di profondità.