Invernizzina

Invernizzina

Molti ricorderanno la famosa esclamazione “pitipitum paaah!” che concludeva il trailer su Carosello di Susanna tutta panna, il personaggio inventato per pubblicizzare il formaggio della Invernizzi. Susanna tutta panna diventò anche un bambolotto, raffigurante una bimba grassottella, con la faccia rotonda e i capelli biondissimi, proprio ispirata al Carosello televisivo. Oggi, su e-bay, questi bambolotti si trovano in vendita a prezzi sostenuti (anche a partire da 80 euro il pezzo).
Invernizzina è la celebre marca di crescenza Invernizzi, composta di latte, sale, fermenti e l’aggiunta di crema di latte. Il termine crescenza deriva dal latino crescentia o dal lombardo carsenza che significano “focaccia”, per la caratteristica di questo formaggio di crescere e gonfiarsi come il pane. Detta anche stracchino è un formaggio molle di grande cremosità che nasce dall’idea di Giovanni Invernizzi che aveva fondato la sua ditta nel 1908 e, nel 1914, l’aveva spostata a Melzo che divenne il più importante centro caseario industriale italiano, anche per la presenza della Galbani. Nel 1928 Giovanni Invernizzi compra lo stabilimento di Caravaggio e qui produce stracchino, gorgonzola, provolone, grana padano e formaggi fusi. Nel 1963 la Invernizzi diventa la seconda più grande industria casearia nazionale, vi lavorano oltre 850 addetti. Proprio in quegli anni la ditta si fa conoscere su tutto il territorio della penisola grazie alla prima pubblicità della Invernizzina, quella fatta da Nino Taranto che di fronte a un maresciallo che si era sentito preso in giro e diceva: "Mi mangerei le mani", l’attore rispondeva: "No, invece di mangiarvi le mani, mangiatevi Invernizzina!". E sulla musica di "tolon tolon": "Invernizzi Invernizzina che bonta!"