Radio

Radio

Il 6 giugno 1944 Radio Londra trasmise l’ordine dello sbarco in Normandia da parte degli Inglesi. Ma già il 30 ottobre 1938, alla CBS, il giovane Orson Welles gettò nel panico tanti americani raccontando l’invasione extraterrestre dal pianeta Marte. Quindi un uso strumentale-bellico e uno artistico-mediatico. Due prove differenti per la stessa invenzione: la radio, che fu il più importante mezzo di informazione e di propaganda della prima metà del Novecento.
L’invenzione della radio si deve al contributo di molti fisici e inventori che alla fine dell’Ottocento compivano studi sulle onde elettromagnetiche, tra questi Hertz, Tesla e Guglielmo Marconi. Fu proprio l’italiano (insignito poi del premio Nobel) a modulare le trasmissioni radio come vengono utilizzate ancora oggi. Nella primavera del 1895 Marconi riuscì a diffondere un segnale radio da Pontecchio (vicino Bologna) per oltre 2 chilometri: era la prima comunicazione senza fili della storia, compiuta attraverso il codice Morse. Ma fu nel dicembre del 1901 che Marconi riuscì a trasmettere un segnale radio transatlantico dal Regno Unito agli Stati Uniti su 3200 chilometri. La radio aveva cominciato la sua avventura.
La prima trasmissione radiofonica italiana avvenne alle ore 21 del 6 ottobre 1924. La voce era di Maria Luisa Boncompagni che parlava a nome della Unione Radiofonica Italiana, la prima società di radiodiffusione nel nostro Paese, e presentava un concerto da camera. Nel dopoguerra la radio italiana viene affidata alla società RAI che ricostruisce i trasmettitori e promuove tre canali radio. Cominciano a lavorare in radio tanti personaggi che poi passeranno alla televisione o al cinema: Lello Bersani, Mario Riva, Alberto Sordi, Enzo Tortora, Indro Montanelli, Corrado, Renzo Arbore, Gianni Boncompagni e altri. Tra i programmi più famosi degli ultimi decenni del Novecento ci sono Chiamate Roma 3131, Alto gradimento, La Corrida, Hit Parade, Notturno Italiano, Isoradio. Una radio che ha avuto molto successo in Italia, prima della liberalizzazione, è stata Radio MonteCarlo che risiedendo sul territorio monegasco poteva trasmettere programmi in italiano: fu la prima radio privata italiana. Nel 1976 la Corte Costituzionale dette il via alla liberalizzazione dell’etere e ciò significò la possibilità di trasmettere per tante radio libere territoriali e, successivamente, per radio che riuscirono a trasmettere su tutto il territorio nazionale. Dopo un periodo di crisi, tra la metà degli anni Settanta e i primi anni Novanta, per la fortissima diffusione della televisione a colori, le radio a diffusione nazionale hanno ripreso vitalità con nuovi ascolti e interessi tra gli ascoltatori. Sono nate quindi nuove radio molto seguite, come Radio DeeJay e Radio Capital, e poi la prima talk-radio italiana, Radio 24. Mentre sono da sempre intese come radio di servizio (oltre a Radio Rai) Radio Radicale e Radio Maria.