LA GRANDE GUERRA (Mario Monicelli) - 1959

LA GRANDE GUERRA

I protagonisti di questo film (grande successo di pubblica e di critica) sono il romano Oreste Jacovacci (Alberto Sordi) e il lombardo Giovanni Busacca (Vittorio Gassman) che sono uniti dalla mancanza di qualsiasi ideale e all’inizio non mettono in scena proprio i criteri dell’eroismo, anzi dimostrano paura e cercano espedienti per evitare il combattimento e il fronte della Prima Guerra Mondiale. Il film è un felicissimo incrocio di neorealismo, commedia e dramma, dove per la prima volta, forse, la retorica bellica cede il passo al realismo e la vecchia propaganda del vitalismo fascista viene sostituita dalla denuncia della guerra.

“Il film denunciò inoltre l'assurdità e la violenza del conflitto, le condizioni di vita miserevoli della gente e dei militari, ma anche i forti legami di amicizia nati nonostante le differenze di estrazione culturale e geografica. La convivenza obbligata di questi regionalismi (e provincialismi), mai venuti a contatto in modo così prolungato, contribuì a formare in parte uno spirito nazionale fino ad allora quasi inesistente, in forte contrasto con i comandi e le istituzioni, percepite come le principali responsabili di quel massacro”, spiega la storica Giovanna Procacci.

Il film vinse il Leone d’oro al Festival di Venezia (ex-aequo con Il generale Della Rovere di Roberto Rossellini) e fu candidato agli Oscar.