ROCCO E I SUOI FRATELLI (Luchino Visconti) - 1960

ROCCO E I SUOI FRATELLI

C’è una famiglia che dalla Basilicata emigra a Milano in cerca di lavoro, perché la sopravvivenza al Sud è difficile. Nella città la madre trova anche il primogenito Vincenzo che era salito al Nord in precedenza e che adesso si è sistemato e sta per sposarsi. Rocco (Alain Delon) comincia a lavorare in lavanderia e poi parte per fare il militare, Ciro (Max Cartier) trova un posto all’Alfa Romeo, Simone (Renato Salvatori) si dedica al pugilato, Luca (Rocco Vidolazzi) è piccolino e fa compagnia alla mamma in casa.

Il centro della storia è la relazione tra Simone che si innamora della prostituta Nadia (Annie Girardot) ma non è ricambiato, e il rapporto tra Simone e il fratello Rocco che invece riesce a far innamorare Nadia. Rocco è il fratello buono e bravo, Simone è quello scapestrato e cattivo che farà un percorso di abbrutimento nell’alcol, nella malvivenza arrivando ad uccidere per gelosia la prostituta che era stata allontanata da Rocco quando egli aveva capito che per causa sua Simone era finito nei guai. A questo punto il film si concentra tutto sui sensi di colpa di Rocco che tenta in tutti i modi di aiutare Simone. Ma sono i fratelli più piccoli a segnare un confine di legalità e di speranza. Ciro denuncia Simone per l’omicidio di Nadia e cerca di trasmettere i suoi valori positivi al fratellino piccolo, Luca.

L’ispirazione del film nasce da alcuni racconti metropolitani di Giovanni Testori e descrive, con la solita miscela di neorealismo e melodramma cari entrambi a Visconti, una realtà nazionale emergente, quella dell’emigrazione dal Sud e della difficile integrazione al Nord, durante il boom economico.

La pellicola ebbe un grandissimo successo soprattutto nei cinema di provincia più che in quelli di città, e fu la consacrazione della faccia d’angelo di Alain Delon, bellissimo soprattutto nelle scene in cui sostituisce il fratello Simone sul ring del pugilato.