I PUGNI IN TASCA (Marco Bellocchio) - 1965

I PUGNI IN TASCA

Gli italiani si accorsero che la famiglia non era più quella raccontata nei film della commedia all’italiana, ma poteva essere (e spesso lo era) un luogo malato e chiuso. I più giovani intesero che nelle dinamiche messe in scena da Marco Bellocchio ci fosse qualcosa cui ribellarsi, in una specie di precoscienza di ciò che sarebbe accaduto nelle rivolte del 1968.

È un film di esordio, primo lungometraggio del regista piacentino, che non ha trovato in seguito nessun altro esordio analogo nei decenni successivi, fino forse a Ecce Bombo di Nanni Moretti. Il film fu girato in grande economia, con i soldi dei familiari di Bellocchio e per gli interni fu scelta la casa della madre del regista.

La storia è cruda quanto angosciante, senza cedere al dramma borghese. Una madre cieca vive con i quattro figli. Alessandro, il figlio violento ed epilettico la uccide e uccide anche il fratello demente. Poi è preso da una crisi epilettica e a questo punto non viene soccorso e viene lasciato morire dalla sorella.