L’ALBERO DEGLI ZOCCOLI (Ermanno Olmi) - 1978

L’ALBERO DEGLI ZOCCOLI

Alla fine dell’Ottocento Olmi ambienta nelle campagne bergamasche una storia corale di varie famiglie di mezzadri che lavorano la terra. Il film descrive una vita di fatiche, sacrifici e durezze. Tuttavia le vicende personali sono raccontate con grande dignità, propria di una concezione che Olmi ha della tradizionale esistenza contadina. Per questo, contrapponendolo al più ideologico Novecento di Bernardo Bertolucci, viene definito dalla critica come un affresco solenne e lieve che si ispira ai grandi temi della poesia latina di Orazio e Virgilio, ma tralascia il contesto socio-politico e si concentra su una messa in scena idealizzata e poetica. Il film è stato girato, non senza fatica, con attori non professionisti e recitato in lingua bergamasca (infatti aveva, in alcune parti, anche i sottotitoli). La colonna sonora commenta bene la pellicola con alcune musiche di Johann Sebastian Bach. Premio al festival di Cannes con la Palma d’oro. Maurizio Nichetti nel suo film d’esordio Ratataplan gli fece un omaggio in chiave parodistica.