LA MEGLIO GIOVENTÙ (Marco Tullio Giordana) - 2003

LA MEGLIO GIOVENTÙ

Il professore di medicina, dopo aver messo trenta all’esame al suo allievo gli dice: “Se lei ha una qualche ambizione vada via. se ne vada dall’Italia, vada via finché è in tempo. Lasci questo Paese. L’Italia è un Paese da distruggere, un posto bello e inutile, destinato a morire”.

E lo studente risponde: “Cioè secondo lei tra poco ci sarà un’apocalisse?”

Il professore replica: “Magari ci fosse, almeno saremmo tutti costretti a ricostruire. Invece qui rimane tutto immobile, uguale, in mano ai dinosauri. Mi dia retta vada via”.

E lo studente: “E lei allora, professore, perché rimane?”

Il professore chiude il dialogo: “Come perché? Mio caro io sono uno dei dinosauri da distruggere”.

Basterebbe questo scambio di battute tra il protagonista Nicola Carati (interpretato da Luigi Lo Cascio) e il professore (interpretato dal jazzista Mario Schiano) per salvare questo lungometraggio di sei ore circa, diretto felicemente da Marco Tullio Giordana. Il film usa una delle modalità care a Ettore Scola, e tratteggia un lungo periodo di storia italiana (dal 1966 al 2003) attraverso le vicende dei componenti di una famiglia, soprattutto i due fratelli Nicola e Matteo Carati (Alessio Boni). Il primo fa un percorso di vita legato agli stili della sinistra, con una certa soddisfazione personale; il secondo, forse per opposizione o per dovere, si autoconvince di un percorso di vita che poi fatica a controllare. Si innamorano entrambi della stessa ragazza che però non conduce una vita normale. Nel film si attraversano vari periodi della nostra storia collettiva come l’alluvione di Firenze, il ’68, la lotta armata, tangentopoli. Prodotto dalla RAI per la messa in onda televisiva, fu presentato al Festival di Cannes dove vinse il premio della sezione “Un certain regard”.