I PROMESSI SPOSI Alessandro Manzoni (1840)

I PROMESSI SPOSI

È il romanzo fondativo della letteratura italiana "moderna", pur appartenendo al movimento letterario del romanticismo, ed essendo nato costitutivamente nel periodo storico del Risorgimento. Alessandro Manzoni racconta la storia di Renzo Tramaglino e Lucia Mondella, due personaggi umili che vivono vicino Lecco, sul lago di Como, negli anni tra il 1628 e il 1630. Tutto è pronto per il loro matrimonio, ma Don Rodrigo, un uomo di potere di provincia, decide di opporsi perché vuole la bella Lucia per sé. Il prete che deve sposare i due giovani non è un campione di coraggio, così Don Abbondio, minacciato da alcuni scherani del signorotto, rinvia l'evento. Renzo chiede lumi alla Perpetua del prete e scoprono che dietro il rinvio del matrimonio c'è un inghippo. Si consigliano con Agnese, la madre di Lucia, che dice loro di rivolgersi a un azzeccagarbugli, avvocato del luogo, ma anche lui è in combutta con Don Rodrigo. Allora, i due giovani, parlano con Padre Cristoforo che tenta di far recedere il signorotto dai suoi cattivi propositi, senza alcun successo. Anzi, Don Rodrigo cerca di far rapire Lucia dai suoi uomini, ma senza esito. Renzo ripara a Milano e Lucia fugge in convento a Monza, dove viene affidata alle cure di Suor Gertrude, la Monaca di Monza. Intanto, a Milano, Renzo viene coinvolto nei tumulti per l'aumento del prezzo del pane e per evitare l'arresto fugge a Bergamo, da un cugino. Intanto Don Rodrigo chiede l'intervento in suo favore di un gran signore, cattivissimo, l'Innominato che interviene e fa rapire Lucia. Però l'Innominato sta attraversando un momento di crisi di coscienza e, dopo aver incontrato il cardinale Borromeo, viene colto da resipiscenza e libera la giovane. Il cardinale rimprovera Don Abbondio di non aver unito in matrimonio Renzo e Lucia.

Poi con l'arrivo dei lanzichenecchi e la diffusione della peste, molti di loro trovano rifugio nel castello dell'Innominato che ora è diventato buono. Renzo e Don Rodrigo sono contagiati dalla peste: il primo si salva, il secondo ne muore. Renzo e Lucia si ritrovano al lazzaretto a Milano, dove padre Cristoforo li benedice per il prossimo matrimonio che amministrerà Don Abbondio.

I promessi sposi nascono dopo varie stesure. A partire dal 1821 Manzoni lavora a Fermo e Lucia, un primo abbozzo di opera che però ha già una sua autonomia. Famosa è la cosiddetta Ventisettana, cioè la stesura dei Promessi Sposi del 1827 che è il passaggio più strutturato verso la stesura finale, anche se linguisticamente è ancora infarcita di pezzi dialettali. Poi, nel 1840, dopo che Manzoni aveva compiuto un viaggio in Toscana, e "sciacquato i panni in Arno" - come disse - cioè adeguato la scrittura del suo romanzo a un'unitarietà linguistica "nazionale", esce il vero e proprio romanzo che ancora oggi conosciamo: gioia e terrore di tutti gli studenti delle scuole italiane.