OSSI DI SEPPIA, EUGENIO MONTALE (1925)

Solo una raccolta poetica nata dalle letture giovanili del poeta ligure? O piuttosto una sensibilità umana guidata dalla cultura non sistematica, ma approfondita già in giovane età?
Nel 1925 i tipi editoriali torinesi di “Rivoluzione liberale” coordinati da Piero Gobetti, pubblicano un libretto di liriche di Eugenio Montale, uno sconosciuto poeta che getta le basi per un’avventura letteraria che influenzerà tutto il Novecento italiano. Ossi di seppia hanno il tono musicale, la semplicità linguistica, la scelta dei temi del minimo attrezzo elegiaco-lirico che fonda il nuovo modo italiano di dire in versi.
Tutta la realtà appare nella sua consistenza fenomenologica, ma poi anche filtrata dall’io poetico, che la avvalora a una lingua rinnovata, senza lirismi dannunziani, fuori dall’epica carducciana, in una linea letteraria che davvero inaugura una stagione nuova per la lingua italiana.