SE QUESTO E' UN UOMO, PRIMO LEVI (1947)

Una delle testimonianze più terribili e sconvolgenti dell’orrore dell’Olocausto, cioè l’inferno dei lager nazisti, dove trovarono la morte circa sei milioni di ebrei, più un numero ragguardevole di zingari Rom, omosessuali, disabili e altre persone considerate inutili dal regime hitleriano. Primo Levi era uno di loro, ma sopravvisse ai campi di sterminio, raccontando la storia del suo trasferimento ad Auschwitz nel 1944 e la vita dentro il lager. Un libro incredibile, la testimonianza della perdita della dignità fisica che si ripercuote sull’annientamento della dignità morale e psicologica, elaborato come una cronaca letteraria di un’esperienza di vita terrificante. Famosissima l’apertura in forma poetica: “Voi che vivete sicuri, nelle vostre tiepide case, voi che trovate tornando a sera, il cibo caldo e i visi amici: considerate se questo è un uomo, che lavora nel fango, che non conosce pace…”