150° radio - ALTO GRADIMENTO

Negli anni Sessanta il programma radiofonico più seguito dai giovani era Bandiera Gialla, che si occupava esclusivamente di musica leggera con un occhio di riguardo nei confronti della musica che cominciava ad arrivare nel nostro Paese dall’America e dall’Inghilterra. Erano anni di boom economico e di ricercata spensieratezza, soprattutto da parte dei giovani, ma comunque la radio doveva rispettare ancora certe etichette che se non erano proprio censorie, comunque limitavano molto la possibilità espressiva dei conduttori e la diffusione della musica, che veniva passata al setaccio da una commissione che ne valutava la compatibilità della messa in onda con contenuti che non avrebbero dovuto creare problemi al senso comune del pudore. Tuttavia i dirigenti RAI cominciarono a capire che se avessero voluto continuare ad avere una larga fascia di radioascoltatori giovani avrebbero dovuto modificare qualcosa nel palinsesto dei loro programmi.
Così, di lì a poco sarebbe accaduto qualcosa. Infatti, nel luglio del 1970 irrompe sul secondo canale radio Alto Gradimento, a firma di Gianni Boncompagni e Renzo Arbore. Questo programma rispondeva a due esigenze delle giovani generazioni: la voglia di protesta; il desiderio di una identità generazionale che rompesse in maniera totale con il passato, anche e soprattutto nel linguaggio e nel costume.
La protesta si manifestava attraverso la carica dissacrante del programma, pieno di battute argute e ironiche, e con una componente di satira sociale che iniziò a farsi spazio nella radio di Stato con questa trasmissione. La comicità era demenziale, il non-sense aveva la prerogativa sulle macchiette di costume degli anni precedenti. È con Alto Gradimento che cominciano i cosiddetti tormentoni, tipo “Patroclo, Patroclo dove sei?”, o la famosa tiritera di un innamorato abbandonato che diceva: “Perché non sei venuta? Ting”.
Fu proprio l’introduzione dei tormentoni e il fatto che la trasmissione andava in onda tutti i giorni dal lunedì al venerdì, dalle 12.30 alle 13.30, che creò questa serializzazione che tratteneva il pubblico dei giovani appiccicati alla radio e dava loro strumenti linguistici simil-demenziali che li differenziavano dalla comunità degli adulti. Così, tanti di loro cominciarono a ripetere, per gioco, durante l’arco della giornata queste tiritere, creando un linguaggio quasi esclusivo, certamente distintivo di un gruppo, di una tribù di ascoltatori che cementava l’identità e la consapevolezza di essere altro da ciò che li aveva preceduti.
Il pubblico adulto non era preparato a questo tipo di comicità e i giovani si accorsero di avere davanti genitori, fratelli maggiori, zii che non capivano i motivi del loro divertimento. Ciò amplificò maggiormente l’entusiasmo di quella generazione che si identificò quasi totalmente con il programma. La RAI lasciava fare perché questo tipo di comicità teneva lontana la feroce satira politica e perché la trasmissione realizzava indici di ascolto pazzeschi per l’epoca.
Alto Gradimento si presentava come una specie di banda sconclusionata. Un circo con Arbore e Boncompagni in testa e attori principali Franco e Giorgio Bracardi e Mario Marenco.
Il professor Aristogitone era uno dei personaggi più famosi e frequenti. Era interpretato da Mario Marenco che faceva la parodia di un professore di scuola superiore, frustratissimo per la perdita di potere degli insegnanti nella scuola post-sessantottesca e per la crisi economica del periodo. Il personaggio era talmente popolare che in molte scuole italiane alcuni professori vennero soprannominati proprio Aristogitone. Poi c’era il federale Romolo Catenacci, interpretato da Giorgio Bracardi che faceva il verso a un nostalgico gerarca fascista che citava il Duce ogni due parole e rammentava le imprese eroiche del Ventennio con la ricorsiva battuta: “il Duce aveva due maroni così neh. Duce di qua Duce di là, Duce di su Duce di giù”.
Altro personaggio divertente era il Conte Frescobaldi, interpretato da Mario Marenco. Il conte, proprietario agricolo fiorentino, faceva imitazioni per diletto, ma l’unica imitazione che riusciva a fare benissimo era l’organo a canne.
Trattandosi di un programma che andava in onda a pranzo, non mancava anche la parodia di uno chef francese di grido, tale chef Leon (interpretato sempre da Marenco) del ristorante extra-lusso “Le Luppolon” che cucinava improbabili piatti come lo zoccolo di mulo di Garibaldi.
Il parterre dei personaggi prevedeva gag continue e costituiva un continuo scoppiettio di battute e tormentoni che rendevano il programma molto veloce e divertente. In questo modo si era inventato un modo nuovo di fare intrattenimento, che produrrà molteplici imitazioni fino ai nostri giorni.
Ma Alto Gradimento non era soltanto tormentoni e satira sociale. Una parte importante del programma prevedeva la scaletta musicale. E anche per questo c’era un’appassionata affezione da parte dei giovani. Infatti, sia Arbore che Boncompagni, erano fissati con la musica beat e rock che veniva dall’estero. Proponendo soprattutto musica di importazione, la trasmissione contribuiva a creare un gusto musicale davvero nuovo e totalmente in sintonia con i giovani.
In questo senso possiamo dire che tante canzoni, non solo pop, del periodo erano amplificate in Italia proprio da questo programma del secondo canale radiofonico. Ma un ragguardevole spazio era dato anche al beat italiano, a personaggi come Patty Pravo, I Corvi, l’Equipe 84 e altri. I conduttori e i personaggi di Alto Gradimento irruppero quindi nella tradizionale programmazione radiofonica Rai come degli alieni: raffica di gag, musica rock, parodia di tanti tipi italiani. Era la rivoluzione della radio, l’inventario del cazzeggio in diretta. Di lì a poco sarebbero arrivate le tante, piccole radio libere. Tutto quel mondo di giovani scanzonati e un po’ illusi di cambiare il mondo cominciò proprio con Arbore e Boncompagni, con quell’esperimento riuscito di sintonia totale tra chi fa spettacolo e chi lo segue, come un moderno rito laico. Alto Gradimento finisce la sua programmazione il 2 ottobre del 1976.

ALTRI PROGRAMMI RADIO
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