Forme uniche nella continuità dello spazio (1913), Umberto Boccioni

Punto culminante della ricerca di Boccioni è la scultura Forme uniche nella continuità dello spazio, alta 1,10 metri e realizzata nel 1913. Ne esistono più versioni, una in bronzo nella collezione Mattioli di Milano. Altro bronzo è al Museum of Modern Art di New York. Considerate il maggior capolavoro della scultura di Boccioni, sintetizza il pensiero formulato dall’artista, secondo cui: “l’immagine ha da essere manifestazione dinamica della forma, la rappresentazione dei moti della materia nella traiettoria che ci viene dettata dalla linea di costruzione dell’oggetto e della sua azione”. La scultura è molto famosa, tanto che è stata usata come effigie del retro della moneta da 20 centesimi di Euro stampati in Italia.La Nike di Samotracia, Michelangelo e Rodin lasciano le loro tracce nel gigantismo vitalistico, nella grandiosa anatomia del moto della figura umana, Boccioni invece spiega: “noi vogliamo universalizzare l’accidentale… Fare l’atmosfera in luogo della figura significa concepire i corpi non isolati nello spazio ma come nuclei più o meno compatti di una stessa realtà. Noi con la forma unica che dà la continuità nello spazio creiamo una forma che è la somma degli svolgimenti potenziali delle tre dimensioni conosciute (altezza, larghezza, profondità)”.