Nudo rosso (1917), Amedeo Modigliani

Una bella e giovane donna sdraiata su un giaciglio rosso. Capelli neri, occhi chiusi e labbra carnose. Una donna completamente nuda in primo piano che racconta serenità e seduzione. Questo è Nudo rosso, una delle opere più rappresentative di Modigliani che arriva a Parigi nel 1906 e si dedica in un primo tempo alla scultura. Uno dei suoi primi amici sarà Brancusi che lo contagia con le sue forme pure e chiuse. Solo più tardi si accorge che la pittura è la materia più consona alla sua ricerca. Modigliani giungerà, seguendo la nuova via tracciata da Cezanne, a quello che sarà la nuova arte moderna del XX secolo. I contorni, fortemente segnati, semplificano le forme, attraverso eleganti allungamenti che idealizzano i suoi volti e i corpi di donne nude distese, in un gioco di curve e controcurve. La sua tavolozza è sobria e per nulla squillante, gli ocra, le terre brune, rosse o verdi, i blu spenti, i neri profondi. Modigliani concepisce il quadro come masse di colore impregnate di luce circoscritte nei contorni delle linee salde. Ed è proprio l’inquietudine interna che lega Modigliani alla grande tradizione italiana, per questo non si lascia sedurre dalle sirene cubiste che analizzano la pittura, mentre lui cerca la poesia della donna.