I funerali di Togliatti (1972), Renato Guttuso

Otto anni dopo la morte di Palmiro Togliatti, Guttuso sceglie di dipingere un quadro corale che racconta i funerali del più importante e più discusso segretario del Partito Comunista Italiano. In questo affresco il pittore raffigura le bandiere rosse, la salma infiorata di Togliatti, e tanti tra i dirigenti più importanti del partito: Gramsci, Longo, Pajetta, Berlinguer. E anche figure di operai, contadini, manovali e tutto il popolo comunista. È chiaramente un quadro che esprime un sentimento di partecipazione popolare, e una specie di realismo magico.Spesso Guttuso è stato relegato solo nel ruolo di pittore del “socialismo reale”, ma proprio guardando I funerali di Togliatti, si capisce che è una critica riduttiva rispetto alla sua figura. Vittorini e Sciascia furono suoi amici fin dalla prima epoca e contribuirono ad affinare lo sguardo di Guttuso verso la poesia e il mito siciliano. Da giovane si era invaghito dei pittori di carretti siciliani, con le scene dalla Canzone di Orlando, Re Artù e i cavalieri della tavola rotonda o le gesta di briganti. L’ingenuità di questa arte popolare e barocca lasciò una forte impronta nell’opera di Guttuso e da essa maturò un’idea costante di un’epica proletaria e contadina e un’attenzione ai gusti figurativi del popolo e a un profondo senso della realtà.