Auditorium Parco della Musica (2002), Renzo Piano

Renzo Piano è uno dei maggiori architetti internazionali e, a differenza di altri, non si dà arie da “archistar”. Il suo modo di lavorare corrisponde, come quello del vecchio Vittorio Gregotti, un po’ alla bottega rinascimentale, dove accanto all’artista principale si muovevano varie figure, soprattutto di giovani, che davano un’aria di laboratorio sempre creativo e aperto alle nuove tendenze. I suoi lavori più importanti sono distribuiti in molte parti del globo. Qui preme ricordare il disegno della nuova fisionomia urbana del Porto di Genova, il Centro Pompidou a Parigi, il Lingotto di Torino, la nuova Sede del Sole 24 Ore a Milano, il Zentrum Paul Klee a Berna, la California Academy of Sciences a San Francisco. Ma su tutti i progetti quello più interessante per l’Italia è forse l’Auditorium Parco della Musica di Roma. Primo perché occupa un’area di oltre 55.000 mq. e comprende tre grandi spazi di varie dimensioni a forma di scarabeo. I tre edifici principali sono coperti con lastre di piombo e disposti a raggiera intorno ad un anfiteatro all’aperto che d’estate ospita spettacoli e concerti per oltre 3000 persone. Il Parco della Musica è un complesso di grande impatto visivo, ma calato sostenibilmente nell’area della Capitale. C’è la sala Santa Cecilia, la sala Sinopoli (in omaggio al noto direttore d’orchestra), la sala Petrassi e il Teatro Studio. I rivestimenti interni sono di terracotta e travertino e questi materiali sono stati criticati nell’impiego utilizzato, così come ci sono state critiche per le grandezze di alcune sale che anche acusticamente non sembrano essere adeguate. Per evitare che il complesso sia sottoutilizzato, ogni anno viene ospitato il Festival internazionale del Film di Roma.