LE MANI SULLA CITTÀ (Francesco Rosi) - 1963

Siamo a Napoli. C’è un piano regolatore, poi c’è Edoardo Nottola (Rod Steiger) che in piedi su un terreno agricolo pensa di comprare quella terra, cambiare il piano regolatore e far diventare quell’area edificabile. Lui vive un perenne conflitto d’interessi: è costruttore edile e consigliere comunale. Crolla anche un palazzo in città e Nottola che l’ha costruito a spese ridotte (come è capitato anche a L’Aquila ultimamente) la fa franca grazie agli appoggi politici. Poi cambia partito e diventa assessore. È il film denuncia più forte contro la corruzione politica e la speculazione edilizia degli anni Sessanta. Quello che Antonio Cederna scriveva contro i palazzinari dalle pagine dell’Espresso, Francesco Rosi lo mette in scena in questa pellicola che non lascia spazio a nessuna soluzione romanzesca, a nessuna speranza civile. Rosi racconta un’Italia degradata e malata di corruzione. Leone d’oro al festival di Venezia.Siamo a Napoli. C’è un piano regolatore, poi c’è Edoardo Nottola (Rod Steiger) che in piedi su un terreno agricolo pensa di comprare quella terra, cambiare il piano regolatore e far diventare quell’area edificabile. Lui vive un perenne conflitto d’interessi: è costruttore edile e consigliere comunale. Crolla anche un palazzo in città e Nottola che l’ha costruito a spese ridotte (come è capitato anche a L’Aquila ultimamente) la fa franca grazie agli appoggi politici. Poi cambia partito e diventa assessore. È il film denuncia più forte contro la corruzione politica e la speculazione edilizia degli anni Sessanta. Quello che Antonio Cederna scriveva contro i palazzinari dalle pagine dell’Espresso, Francesco Rosi lo mette in scena in questa pellicola che non lascia spazio a nessuna soluzione romanzesca, a nessuna speranza civile. Rosi racconta un’Italia degradata e malata di corruzione. Leone d’oro al festival di Venezia.