Film

SALVATORE GIULIANO (Francesco Rosi) - 1962

SALVATORE GIULIANO

Francesco Rosi prende la cronaca bruta della vicenda del bandito Giuliano e la innalza a storia e denuncia sociale. Con l’andamento quasi di un giallo il regista dimostra la capacità del grande narratore e la forza comunicativa del reporter. È il luglio del 1950. Il film si apre con il corpo morto di Salvatore Giuliano riverso a terra nel cortile di Castelvetrano. Poi la storia procede a flash-back eterogenei, a salti nel tempo, cercando di ricostruire l’indagine della vicenda più che un’idea narrativa ordinata.

GLI ONOREVOLI (Sergio Corbucci, Totò) - 1963

È difficile scegliere uno degli innumerevoli film di Totò, ma forse è proprio questo Gli onorevoli a descrivere meglio di altri le affinità tra cinema e racconto sociale del Paese (anche se non è il migliore da un punto di vista narrativo e filmico).

LE MANI SULLA CITTÀ (Francesco Rosi) - 1963

Siamo a Napoli. C’è un piano regolatore, poi c’è Edoardo Nottola (Rod Steiger) che in piedi su un terreno agricolo pensa di comprare quella terra, cambiare il piano regolatore e far diventare quell’area edificabile. Lui vive un perenne conflitto d’interessi: è costruttore edile e consigliere comunale. Crolla anche un palazzo in città e Nottola che l’ha costruito a spese ridotte (come è capitato anche a L’Aquila ultimamente) la fa franca grazie agli appoggi politici. Poi cambia partito e diventa assessore.

I PUGNI IN TASCA (Marco Bellocchio) - 1965

I PUGNI IN TASCA

Gli italiani si accorsero che la famiglia non era più quella raccontata nei film della commedia all’italiana, ma poteva essere (e spesso lo era) un luogo malato e chiuso. I più giovani intesero che nelle dinamiche messe in scena da Marco Bellocchio ci fosse qualcosa cui ribellarsi, in una specie di precoscienza di ciò che sarebbe accaduto nelle rivolte del 1968.

UCCELLACCI E UCCELLINI (Pier Paolo Pasolini) - 1966

UCCELLACCI E UCCELLINI

Un padre (Totò) e un figlio (Ninetto Davoli) vagano senza meta nelle campagne, ai limiti della periferia romana, e incontrano un corvo parlante che comincia a parlare come un’intellettuale marxista. I due lo ascoltano per un po’ poi se lo mangiano.