Libri

LA STORIA, ELSA MORANTE (1974)

Siamo di fronte, forse, al più importante romanzo storico dopo I Promessi Sposi di Alessandro Manzoni. L’autrice racconta i fatti della Seconda Guerra Mondiale, a Roma, dal 1941 al 1947, con protagonisti la gente comune di molte borgate romane e le presenze partigiane di alcune località intorno alla capitale che combattevano contro i nazifascisti. I racconti dei fatti sono crudi, ma c’è anche una trascrizione favolosa dei ricordi. La Storia è un affresco necessario che descrive meglio di altri le vicende del periodo più terribile del Novecento italiano. 

PORCI CON LE ALI, LIDIA RAVERA & MARCO LOMBARDO RADICE (1976)

Nascosti dagli pseudonimi di Rocco e Antonia, Lidia Ravera e Marco Lombardo Radice, hanno scritto questo diario sessuo-politico di due adolescenti che ha cristallizzato le esperienze e i modi di dire, di pensare e di comportarsi dei giovani del movimento del ’77.

IL NOME DELLA ROSA, UMBERTO ECO (1980)

È il primo romanzo del semiologo Umberto Eco ed ebbe un larghissimo successo di pubblico e di critica, con traduzioni in tutto il mondo. Si presenta come un giallo, ma è un romanzo storico perché la vicenda è ambientata nel Medioevo, in un monastero benedettino, dove il frate francescano Guglielmo da Baskerville aveva vissuto un’avventura misteriosa insieme al suo allievo Adso. Il libro nasce dal manoscritto di un altro frate che era a conoscenza delle vicende capitate ai due protagonisti.

ALTRI LIBERTINI, PIER VITTORIO TONDELLI (1980)

Insieme a Boccalone (1979) di Enrico Palandri, che fu un grande successo di pubblico e il primo libro che rinnovò la narrativa italiana, e Casa di nessuno (1981) di Claudio Piersanti, Altri libertini è il libro che fonda la nuova narrativa italiana. Pier Vittorio Tondelli diventò l’idolo dei giovani omosessuali degli anni Ottanta, ma non solo. Il libro fu un successo di critica e di pubblico, soprattutto quando un procuratore della Repubblica ne ordinò il sequestro, tanto che Feltrinelli cominciò a programmare le nuove edizioni.

PICCOLI EQUIVOCI SENZA IMPORTANZA, ANTONIO TABUCCHI (1985)

Tabucchi, insieme a Giorgio Bassani, è stato forse il maggiore scrittore italiano di racconti. Piccoli equivoci senza importanza è il libro più rappresentativo in questo senso. E le analogie con la storia nazionale sono presenti soprattutto nel racconto omonimo dove troviamo alcuni vecchi compagni di università su fronti differenti: il giudice che deve giudicare il vecchio amico, accusato sembra di terrorismo.