Arte

Battaglia di Magenta (1861), Giovanni Fattori

Battaglia di Magenta

Giovanni Fattori era un giovane inquieto. I moti di Toscana del ’48 lo distolgono dalla pittura e il partito d’azione lo usa come fattorino di corrispondenza per far circolare stampati incendiari in vari paesi toscani. Finita quest’avventura torna alla pittura. Abitava con uno scultore in una soffitta in via Nazionale a Firenze e “una bella biondina, moglie di un fiaccheraio, si era innamorata di me. Veniva a farci le minestre di magro”.

Galleria Vittorio Emanuele II (1867), Giuseppe Mengoni

Mengoni opera come ingegnere in un periodo di effervescenza nazionale e di grandi aspirazioni tecnico-artistiche. I materiali dell’epoca erano il vetro e il metallo e le opere edilizie avevano due caratteristiche fondamentali: la creazione di nuovi spazi pubblici, la grandiosità dei manufatti. La novità costruttiva era l’assenza di enormi masse di pietra e la creazione di volumetrie trasparenti, con l’uso delle vetrate.

Un dopo pranzo (1868), Silvestro Lega

Combatte come volontario nel 1848, col battaglione studentesco, a Curtatone e Montanara. Già da allora e per tutta la vita fu un convinto mazziniano, tanto che ritrasse Mazzini a Pisa, sul letto di morte. E nel 1861 dipinse il più famoso ritratto a olio di Giuseppe Garibaldi, quadro icona del Risorgimento.

Mole Antonelliana (1889), Alessandro Antonelli

Antonelli lavorò soprattutto in Piemonte per opere private e pubbliche, ma curò anche i piani regolatori di Ferrara e Novara. La Mole Antonelliana è stato il suo progetto più ambizioso e importante e per molto tempo, con i suoi 167 metri e mezzo, è stato l’edificio più alto d’Europa. La caratteristica della Mole è la cupola di forma piramidale che termina con una cuspide e le nervature in ferro hanno permesso la massima tensione della muratura. Stilisticamente ha aspetti gotici, quindi è sviluppato su grandi altezze la cui solidità è garantita da buone caratteristiche costruttive.

Il quarto stato (1902), Giuseppe Pellizza da Volpedo

È un dipinto molto famoso che ha superato certamente il suo autore. Utilizzato anche per copertine di libri, manifesti politici, iniziative operaie degli anni passati, Il quarto stato rappresenta un popolo che avanza verso la giustizia e la libertà con la consapevolezza della propria forza nell’unità di tutte le componenti delle classi sociali più umili.